giovedì 11 febbraio 2010

Meteo e libri

Sono incredibilmente e sfacciatamente metereopatica.
Vitale e allegra nei giorni di sole, riflessiva e avvoltolata su me stessa nei giorni di pioggia e finta-neve.
Sentirò anche la Luna Calante. Percepisco un bisogno di silenzio profondo; bisogno  di calma, introspezione e solitudine. Necessito di fare ogni cosa con lentezza e presenza, come muoversi nel buio della notte.
Cerco rifugio nel mio nido interiore, nel mio spazio segreto.
Ho voglia di creare e disegnare, mentre rielaboro e ricordo.
Arrivano strane ed antiche immagini dal mio incoscio, ultimamente.


















E, come sempre, ho voglia di libri e lettura.
Di pagine che crepitano, di odori cartacei, e infiniti scarabocchi neri, tutti ordinati in file parallele.
Ho voglia di storie.
Ho sottomano due nuovi volumi. Comperati una mattina.
Un romanzo grottesco per ragazzi e la nuova poetica favola di Banana Yoshimoto.
Giusto il giorno prima, però, ho ripreso in mano il filosofico "Maya", di un altro mio amore, Jostein Gaarder.
Ho una sorta di codice comportamentale nei confronti della lettura. Un codice d'onore.
Se comincio un libro, ho da finirlo.
Vorrei buttarmi tra le righe eteree di Banana, ma non intendo tradire Jostein.
Quindi mi impegno a gustare la trama concreta e mentale del norvegese.
In quella sovrannaturale e sensibile della giapponese, mi ci immergerò poi, nonostante senta un richiamo forte.

Ho voglia di dormire.

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